Referendum Giustizia: da quale parte della storia dobbiamo stare?
Tra pochi giorni dovremo andare a votare il Referendum abrogativo sulla riforma della Giustizia. Questo processo di cambiamento delle regole dello Stato di diritto è già iniziata con la recente riforma della Corte dei Conti (magistratura contabile) che ha depotenziato drasticamente le funzioni di controllo di questo organo che vigila sull’utilizzo del denaro pubblico. Depenalizzando la responsabilità di funzionari, amministratori e politici sui conti pubblici è stato in modo significativo abbassato il controllo su casi di corruzione e di responsabilità finanziaria. La riforma distorce il ruolo istituzionale della magistratura contabile che, da organo di controllo giudiziario del bene pubblico, è stata relegata ad una più debole autorità amministrativa. Con l’aumento dell’infiltrazione del malaffare nella gestione del denaro, i conti pubblici avrebbero bisogno di maggiori controlli e di meno interferenze della politica che invece depotenzia l’intervento della Corte dei Conti.
Questa riforma penalizzerà le entrate dello Stato in quanto a recupero economico sui beni danneggiati. Il procuratore regionale della Corte dei Conti della Lombardia Paolo Evangelisti a tal proposito dice: “Negli ultimi tre anni abbiamo recuperato, in termini di introiti effettivi per gli enti danneggiati, quasi 51 milioni di euro. Dati che difficilmente riusciremo a replicare dopo la riforma Foti, visto che il risarcimento non potrà superare il 30% del danno erariale accertato o due annualità di stipendio. Vuol dire che il 70% resta accollato a noi contribuenti. Danneggia i cittadini e la collettività”. La riforma della magistratura contabile imposta dall’attuale maggioranza di Governo ha limitato le funzioni e ha ridisegnato la responsabilità erariale di amministratori e funzionari pubblici.
E’ lo stesso P. R. Sarkar fondatore della Teoria Prout a metterci in guardia da tali interventi: “Infine, per il corretto utilizzo delle entrate nazionali e per garantire che ogni denaro venga speso per la costruzione della nazione, è estremamente importante che anche la magistratura dei revisori dei conti sia indipendente. Il revisore generale dei conti dovrebbe essere indipendente dal Presidente (in Italia dal Governo, ndt). Solo l’indipendenza del revisore generale dei conti può garantire che questo dipartimento possa controllare senza timore i conti di ogni altro settore amministrativo dello Stato. Pertanto, dovrebbe essere un ramo amministrativo separato dal governo, indipendente dal partito che detiene la maggioranza”. (Democrazia compartimentata di Prabhat Ranjan Sarkar 17 luglio 1961, Bettiah, Bihar – India, pubblicato in: Prout in a Nutshell Volume 3 Parte 14)
Le interferenze della politica sugli organi dello Stato con funzioni di far osservare le Leggi, sono un rischio che impediscono il progresso sociale. Con il Referendum l’attuale maggioranza di governo vuole eliminare la separazione dei poteri che i padri fondatori della nostra Costituzione avevano saggiamente proposto.
Sulla separazione dei poteri: legislativo, esecutivo, giudiziario e di revisore dei conti, P. R. Sarkar è chiaro ed esplicito:“Tutti e quattro i rami sopra menzionati dovrebbero avere la possibilità di funzionare in modo indipendente. Ci saranno quindi quattro compartimenti. Nessun compartimento funzionerà sotto l’egida di un altro”.
Il sistema di Democrazia Compartimentata proposto da Sarkar è necessario per aumentare la capacità di mantenimento dei valori morali e di etica Neo Umanistica della macchina dello Stato.
E’ per questa ragione che tutte le persone morali che intendono creare un futuro basato sulle libertà ed i diritti di tutti devono esprimersi per il NO al Referendum sulla giustizia che voteremo il 22 – 23 Marzo.


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