ITALIA: E’ PRIORITARIO NAZIONALIZZARE IL SISTEMA ENERGETICO
La guerra in Iran scatenata da Trump e Netanyahu avrà conseguenze economiche disastrose soprattutto per quei paesi che soffrono di dipendenza energetica come l’Italia. Questo è chiaro a tutti, politici, analisti, imprenditori, sindacati, le istituzioni. L’Energia è un bene primario ai vertici della piramide produttiva e commerciale. Se hai energia a basso costo puoi spingere su produzione e consumi, se la importi a costi alti oppure permetti la speculazione su questa materia prima rischi: recessione, depressione, default. Sembriamo tutti diventati smemorati; non ricordiamo più ciò che successe con la pandemia e l’inizio della guerra in Ucraina? Trainati dagli energetici i costi schizzarono alle stelle e l’inflazione iniziò a galoppare causa interruzione del gas russo e conseguente speculazione. Vogliamo credere alla politica del governo che indica una risoluzione diplomatica per la guerra in Iran, mentre appoggiano gli aggressori? Infine l’intervento del governo sulle accise risolve il problema? Si, per 20 gg con proroga, e poi?
Sarò senza dubbio il sig. Nessuno ma capire che preservare l’interesse generale di un servizio essenziale, garantendone l’efficienza ed il controllo sociale è un ruolo che spetta allo Stato ci arrivo. Il Governo che lo rappresenta dovrebbe avere come regola primaria non permettere a singoli o gruppi privati di fare speculazione sulla produzione energetica. Aumento dei prezzi in questo settore contagiano sempre produzione e commercio iniziando, a cascata, trend speculativi che si abbattono sui consumatori soprattutto se non c’è crescita del potere d’acquisto. Considerata la grave situazione globale e individuati i rischi dell’attuale sistema energetico al Governo resta un’unica soluzione: è necessaria e urgente la NAZIONALIZZAZIONE PROGRESSIVA del settore. Solo in questo ruolo il governo avrà capacità di manovra per gestire l’intero sistema energetico e dare fiato all’economia. Soprattutto non bisogna rimanere incollati al dogma neo liberista che i grandi possessori di capitali privati sono in grado di salvare il sistema mentre è sotto gli occhi di tutti il contrario.
Nel Regno Unito, l’anno scorso, il primo ministro Starmer ha nazionalizzato ESO ora National Grid Electricity System Operator. Nel 2022 la Germania, dovuta alla crisi energetica, nazionalizzò UNIPER il più grande importatore di gas del paese. Lo stesso fece la Francia: rinazionalizzò EDF, la principale azienda di energia del paese. Ma nessuno si è mai chiesto perché Russia e Cina riescono ad assorbire le turbolenze dei mercati? Gli energetici sono nazionalizzati; lo Stato controlla e stabilisce i prezzi di mercato. Il Piano Mattei della Meloni è una mera chimera, la Dipendenza Energetica va sostituita puntando all’Autosufficienza. Il ruolo di ENI e Enel controllate al 100% dallo Stato dovrebbe garantire questo, invece di preoccuparsi di distribuire dividendi agli azionisti privati. Tutte le nostre fonti energetiche devono essere utilizzate per sostenere il mercato interno, le nostre aziende. E’ vero che la compagnia Israeliana Energean ha concessioni estrattive di gas offshore in Sicilia? La gigafactory Enel 3sun di Catania dedicata al fotovoltaico, quando inizia ad inondare il mercato italiano delle sue produzioni? Dobbiamo continuare a comprare pessima tecnologia dai Cinesi? Rilanciamo l’alluminio in Sardegna? Altra gigafactory magari di mini e micro eolico? Perchè si ostacola la creazione delle Comunità Energetiche? Al privato dovrebbe essere permesso solo la produzione per l’autoconsumo, metodo che dovrebbe essere promosso anche tra le industrie. In questo modo i grandi impianti dovrebbero produrre in joint venture, in cooperazione con grandi gruppi industriali evitando così iper profitti e speculazione. Oggi, in Italia, 1MWh costa 140 €, in Spagna, con il 60% di rinnovabili 1MWh costa 14€. Perché in Italia si è fermata la corsa alle rinnovabili e al risparmio energetico? Questo governo andrà a casa in quanto incapace di comprendere che l’energia è un bene comune e non si può privatizzare. Chi verrà dopo, se vuole essere in grado di sostenere l’economia sarà costretto a nazionalizzare per far fronte alle richieste del mercato interno, altre strade non sono percorribili. E’ necessario iniziare un percorso di trasformazione del sistema economico iniziando dalla proposta di una netta suddivisione dei ruoli tra pubblico, sistema cooperativo e aziende private. Nella teoria economica PROUT questa metodologia è definita Struttura Produttiva Tripolare dove lo Stato gestisce e controlla le aziende produttrici di energia e materie prime attraverso il sistema “né perdita, né profitto” per tenere bassi i livelli dei prezzi.


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