{"id":550,"date":"2022-12-20T17:05:35","date_gmt":"2022-12-20T16:05:35","guid":{"rendered":"https:\/\/neoumanista.it\/?p=550"},"modified":"2024-06-04T04:06:35","modified_gmt":"2024-06-04T02:06:35","slug":"indagine-conoscitiva-su-agricoltura-e-allevamento-a-zevio-vr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/2022\/12\/indagine-conoscitiva-su-agricoltura-e-allevamento-a-zevio-vr\/","title":{"rendered":"Indagine Conoscitiva su Agricoltura e Allevamento a Zevio (VR)"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_separator color=&#8221;green&#8221; style=&#8221;shadow&#8221; border_width=&#8221;2&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;10&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<span style=\"font-size: 20px;\"><em>Indagine, \u2026 al di sopra di ogni sospetto \u2026, sulla struttura ed efficienza del sistema agricolo e di allevamento della zona di Zevio, Verona. Comparata ad altre realt\u00e0 e alla luce della teoria economica PROUT.<\/em><\/span><\/p>\n<p>Lo scopo dell\u2019indagine conoscitiva \u00e8 di tracciare la mappa della situazione, la struttura produttiva, l\u2019efficienza del sistema, coordinamento, problematiche ed efficacia nel rispondere alle esigenze di sostentamento della societ\u00e0 da parte del settore primario.<\/p>\n<p>Si dice nel PROUT che la propriet\u00e0 della terra non \u00e8 degli agricoltori, ma di tutta la societ\u00e0 e che la societ\u00e0 stessa delega i produttori a lavorarla per soddisfare una esigenza fondamentale dell\u2019esistenza: gli alimenti. Gli agricoltori sono solo usufruttuari delle terre e le lavorano per conto della societ\u00e0 tutta, anche se sulla carta risultano di essa proprietari.<\/p>\n<p>Espressa cos\u00ec c\u2019\u00e8 l\u2019idea che se \u00e8 la societ\u00e0 tutta, compresi gli stessi produttori agricoli o e allevatori,\u00a0 che deve trarre sostentamento dall\u2019agricoltura, dovr\u00e0 essere data particolare attenzione al settore.<\/p>\n<p>Sono gli stessi agricoltori, e non solo, a dire che l\u2019agricoltura \u00e8 in Italia la Cenerentola dell\u2019economia. Non viene data particolare enfasi, da parte del Governo, all\u2019efficienza produttiva, alla programmazione delle produzioni, allo stoccaggio di sicurezza,\u00a0 alla formazione delle giovani leve, in un settore di importanza cruciale per la vita della popolazione.<\/p>\n<p>Si dice: \u201cQual\u2019\u00e8 il settore pi\u00f9 importante dell\u2019economia? L\u2019agricoltura. E in agricoltura qual\u2019\u00e8 il fattore pi\u00f9 importante? L\u2019acqua\u201d.\u00a0 I giovani non vogliono sporcarsi le mani, il lavoro agricolo \u00e8 considerato di serie B, \u00e8 invece il settore pi\u00f9 interessante e chiave dell\u2019intera filiera economica. In questo breve <em>escursus <\/em>di indagine vediamo quali sono gli aspetti salienti della nostra agricoltura locale.<\/p>\n<p><strong>Situazione:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Negli ultimi dieci anni\u00a0<\/strong>nel Veronese si sono persi\u00a0<strong>500 ettari\u00a0<\/strong>dedicati alla mela.<\/li>\n<li>Si stima un\u00a0<strong>calo del 30%<\/strong>nella zona di Zevio, Ronco e Belfiore, mentre va meglio a Villafranca e nel Basso Veronese, da Minerbe a Roverchiara, da Pal\u00f9 a Legnago.<\/li>\n<li>Ridimensionamento delle superfici, cambiamenti climatici con gelate e siccit\u00e0, insufficiente remunerazione, modeste rese e scarsa aggregazione sia produttiva, sia commerciale.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Stime: Confagricoltura<\/em><\/p>\n<p><strong>Premessa<\/strong><\/p>\n<p>Visitando diverse aziende della zona di Zevio, sia del settore agricolo sia di allevamento di mucche da latte, viene subito all\u2019occhio che gli addetti ai lavori sono per lo pi\u00f9 anziani, vicini alla pensione, in molti casi gi\u00e0 in pensione che continuano l\u2019attivit\u00e0 e altro fatto che tocca il cuore, in moltissimi casi non hanno eredi nell\u2019attivit\u00e0.<\/p>\n<p>I figli preferiscono il lavoro nell\u2019industria perch\u00e9 quello agricolo o di allevamento non ti assicura un reddito stabile. La seconda ragione \u00e8 che richiede parecchi sacrifici: senza orario fisso e soprattutto quello dell\u2019allevamento ti scombussola la vita con l\u2019alzata alle 2 del mattino, sonno pomeridiano, poi altro lavoro e a coricarsi alle 9 di sera. Per i giovani questa routine diventa complicata.<\/p>\n<p>Si dice che, il prezzo del latte,\u00a0 viene determinato da chi lo acquista, non da chi lo vende, senza valutare i costi di produzione! In effetti viene fissato dalla triplice alleanza sindacale nazionale degli agricoltori, a Roma. E per chi ha in parallelo, nel caso di allevamento, anche produzione di BIO GAS, il prezzo del latte diminuisce, \u2026 perch\u00e9 l\u2019allevatore ha gi\u00e0 un reddito proveniente appunto dal Biogas. Mi piacerebbe conoscerne la reale situazione.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 22px;\"><strong>L\u2019indagine<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Produzione agricola<\/strong><\/p>\n<p><strong>Aziende agricole di 2 tipi<\/strong><\/p>\n<p>Vi sono aziende agricole votate alla monocoltura, prevalentemente mele e pere, altre che hanno differenziato la produzione.<\/p>\n<p>Un\u2019azienda in particolare ha attirato la mia attenzione per la variet\u00e0 di coltivazioni e la presenza di allevamento.<\/p>\n<p>Di propriet\u00e0 15 ettari di terreno coltivato a 1,5 ettari di mele, 9 ettari di vigneto e 25 ettari in affitto per granaglie.<\/p>\n<p>In effetti hanno un fiorente allevamento di tacchini che permette loro, in caso di crisi della mela, come nel 2021 per una gelata, di sopravvivere. Le granaglie servono al consumo interno dell\u2019allevamento.<\/p>\n<p>Chi ha invece solo produzione di mele, un altro esempio di 20 ettari, nel 2021 ha prodotto solo 3.000q, rispetto ai 7.000q del 2022, perdendo ingenti guadagni. Inoltre gli investimenti effettuati per ettaro di meleto sono molto alti, circa 100.000\u20ac per l\u2019acquisto di 3.000 piante a 6\u20ac l\u2019una, le reti antigrandine, i pali di sostegno, l\u2019irrigazione, e il lavoro. Quindi \u00e8 rischioso investire cifre alte se vi \u00e8 incertezza sia climatica sia di commercializzazione.<\/p>\n<p>Ma per il clima ci sono le Assicurazioni mi ha risposto un agricoltore\/allevatore: \u00e8 meglio se viene la grandine, che ti risarciscono meglio che a vendere il prodotto!<\/p>\n<p>A differenza delle produzioni e allevamento integrati, le aziende a monocoltura rischiano molto di pi\u00f9, per cui si suggerirebbe di associarsi ad altri produttori, per gli acquisti e la vendita e differenziare le coltivazioni.<\/p>\n<p><strong>La monocoltura \u00e8 rischiosa.<\/strong><\/p>\n<p>Ho trovato un produttore di Cerea (VR) che aveva 40 ettari coltivati a mele e pere. Un anno ha perso circa 80.000\u20ac per il prodotto conferito alla cooperativa, ma invenduto.<\/p>\n<p>Un bel mattino \u00e8 uscito di casa e ha tagliato tutte le piante di mele!<\/p>\n<p>Per questa ragione l\u2019associazionismo e la differenziazione nelle produzioni, con l\u2019obiettivo di soddisfare il mercato locale, e non solo, potrebbe essere un toccasana. Ma deve esserci un mercato pronto ad assorbire le produzioni!<\/p>\n<p>Il Presidente di Coldiretti veronese, a seguito della crisi della produzione di mele, ha ipotizzato la rinascita dell<strong>\u2019Istituto Sperimentale di Frutticoltura\u00a0<\/strong>chiuso con la riforma delle Province. Ma anche la ricerca sul campo, pur estremamente necessaria, non sar\u00e0 sufficiente se non si porr\u00e0 mano ad una ristrutturazione in senso associativo e alla produzione agricola integrata.<\/p>\n<p>Poi vi \u00e8 un grosso problema: se molti dei prodotti agricoli e di allevamento vengono dall\u2019estero, Spagna, Polonia, et altri, a causa dei minori costi di produzione, ai nostri produttori non sar\u00e0 mai possibile soddisfare il mercato interno. Ci\u00f2 causa perdite economiche e disoccupazione.<\/p>\n<p>Inoltre i giovani non saranno mai incentivati a lavorare in azienda per l\u2019incertezza del reddito, impossibilit\u00e0 di massima meccanizzazione che allevierebbe il lavoro.<\/p>\n<p><strong>La parola di Giovani<\/strong><\/p>\n<p>Dice Alessandro: \u201c<em>Per quanto riguarda il tema dei giovani \u00e8 che non si ha molta sicurezza sul futuro di questo settore, quindi chi vuole intraprendere un attivit\u00e0 di questo genere ci pensa pi\u00f9 di 2 volte prima di fare un investimento importante.<\/em><\/p>\n<p><em>Ovviamente si sa che il reddito per un imprenditore agricolo non pu\u00f2 essere stabile e sicuro ma in questo momento se un giovane si vuole avvicinare a questo mondo lo stipendio che ricever\u00e0 quest\u2019ultimo non potr\u00e0 essere competitivo rispetto alla retribuzione di altri settori. Di conseguenza in questo modo il lavoro dell\u2019allevatore diventer\u00e0 sempre meno conosciuto.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Sul fatto delle ore lavorative penso che ognuno sceglie il lavoro che vuol fare (nel limite del possibile), si sa che in questo settore si hanno pochi tempi liberi quindi deve essere preso pi\u00f9 come una scelta di vita che un comune lavoro\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>La sicurezza del reddito in agricoltura e allevamento potr\u00e0 diventare realt\u00e0, secondo la teoria economica PROUT, se:<\/p>\n<ol>\n<li>L\u2019agricoltura verr\u00e0 considerata alla stregua dell\u2019industria, calcolando i costi di produzione, includendo lavoro, ammortamenti, meccanizzazione, riserve, etc.<\/li>\n<li>Se verr\u00e0 riconosciuto che il settore primario \u00e8 la parte pi\u00f9 importante dell\u2019economia e il fattore chiave dell\u2019agricoltura \u00e8 l\u2019acqua. Senza ac-qua non vi \u00e8 sviluppo economico.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Comparazione con altre iniziative<\/strong><\/p>\n<p>Per le <strong>Cooperative Trentine <\/strong>la musica \u00e8 diversa: I Consorzi di conferimento assicurano il ritiro del 100% del prodotto a tutti i produttori! Qui vi \u00e8 certezza del futuro. In sintesi possiamo dedurre che:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>L\u2019obiettivo dei produttori agricoli e allevatori \u00e8 di soddisfare il mercato locale , e ci\u00f2 richiede PIANIFICAZIONE delle produzioni.<\/strong><\/li>\n<li><strong>Da qui la necessit\u00e0 di cooperare in qualche modo, di lavorare assieme e assicurarsi l\u2019offerta della massima variet\u00e0 di prodotti. <\/strong><\/li>\n<li><strong>L\u2019Autosufficienza produttiva deve essere un obiettivo primario per l\u2019equilibrio economico locale e per la massima occupazione.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Se anche la UE adottasse questo sistema, ogni paese avrebbe la possibilit\u00e0 di svilupparsi adeguatamente in tutti i settori, mantenere la propria popolazione con la massima occupazione, diminuire la povert\u00e0 e la conflittualit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p><strong>Cooperazione? Mai!<\/strong><\/p>\n<p>Qui a Zevio ogni intervistato\/a, quando ho parlato di associazionismo ha storto il naso e ha affermato che fino ad oggi non \u00e8 stato possibile.<\/p>\n<p>Anzi il tentativo di aprire due cooperative di produzione c\u2019\u00e8 stato, ma hanno chiuso poco tempo dopo. Manca una spinta propulsiva adeguata e obiettivi comuni, che la Regione o le amministrazioni dovrebbero infondere, visto che il sindacato si \u00e8 notato non avere nessun ruolo in questo.<\/p>\n<p><strong>Ruolo del Sindacato agricolo<\/strong><\/p>\n<p>Alla domanda se i Sindacati aiutino a risolvere queste problematiche o sono propositivi di soluzioni condivise, la risposta \u00e8 stata: \u201c<em>i Sindacati non fanno il proprio lavoro, fanno i Commercialisti!<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Nel senso che disbriga le pratiche amministrative delle aziende, ma per i problemi strutturali essenziali in agricoltura o allevamento non d\u00e0 prospettive.<\/p>\n<p><strong>Cooperative di Conferimento<\/strong><\/p>\n<p>Le cooperative di conferimento hanno l\u2019arduo compito di ricevere e conservare la merce, frutta in generale, e la sua commercializzazione.<\/p>\n<p>Vi sono due importanti aziende di conferimento a Zevio, la Clementi (Coop di lavorazione e privata per la Commercializzazione) e la APO Scaligera (Cooperativa). La Clementi ha una cooperativa di confezionamento a Laives (BZ). Quest\u2019ultima commercializza mele in tutta Europa, serve i maggiori supermercati italiani, Est Europa, Arabia Saudita, Egitto). Ha 5 magazzini di stoccaggio, 2 per la lavorazione.<\/p>\n<p>Dalla APO Scaligera non ho ricevuto informazioni.<\/p>\n<p><strong>Gestione dell\u2019acqua<\/strong><\/p>\n<p>Ho intervistato i produttori agricoli sulla fornitura di acqua per le colture. Alcuni sono soddisfatti per la costante e sufficiente fornitura da parte del Consorzio di Bonifica Acque Veronesi, che costa mediamente a seconda dell\u2019estensione del terreno dai 3 ai 4.000\u20ac\/anno.<\/p>\n<p>Altri invece sono in difficolt\u00e0 perch\u00e9 le canalette di trasporto dell\u2019acqua sono o rotte od obsolete e non fanno arrivare l\u2019oro bianco alla propriet\u00e0. Sono costretti perci\u00f2 a pescare dai pozzi artesiani con profondit\u00e0 variabile, ma mediamente sui 25mt. La falda acquifera si attesta sui 5-8 mt.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da notare che nel 2003, anno di forte siccit\u00e0, la Regione Veneto ha proibito il prelievo dai pozzi artesiani su tutto il territorio a causa del progressivo abbassamento della falda acquifera.<\/p>\n<p>Per cui a met\u00e0 agosto del 2003, alla conferenza sull\u2019acqua organizzata presso il Comune di Mezzane di Sotto (VR), hanno partecipato 130 persone, gran parte agricoltori e allevatori molto preoccupati.<\/p>\n<p>Se infatti l\u2019abbassamento della falda acquifera scende sotto i 16mt, la zona si desertifica. La soluzione migliore perci\u00f2 \u00e8 la costruzione di invasi, laghetti, stagni serbatoi sparsi su tutto il territorio, che intercettano l\u2019acqua piovana dove cade, molto abbondante in qualche periodo dell\u2019anno. In Veneto il livello medio di precipitazioni \u00e8 di circa 950mm\/anno! Se non raccolta va a finire al mare senza essere utilizzata. Uno spreco!<\/p>\n<p>Molti degli agricoltori, proponendo l\u2019idea di riservare parte del loro terreno alla costruzione di un invaso per la raccolta dell\u2019acqua piovana o come riserva che accumuli l\u2019acqua gestita dai Consorzi di Bonifica in tempi di abbondanza, sembravano d\u2019accordo.<\/p>\n<p>Qui la Regione potrebbe venire in aiuto con i fondi agricoli o per la messa in sicurezza del territorio che ammontavano nel 2017 a ben 4 miliardi di euro.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 pi\u00f9 redditizio creare migliaia di laghetti decentrati sul territorio, che intercettano l\u2019acqua piovana, piuttosto di grandi vasche di laminazione ai bordi dei fiumi. <\/strong><\/p>\n<p>Infatti se viene intercettata l\u2019acqua piovana sul territorio, e soprattutto a monte, con canalizzazioni di collegamento, questa non si riversa nei fiumi e si evitano le esondazioni.<\/p>\n<p><strong>Produzione di Latte<\/strong><\/p>\n<p>Nella zona di Zevio vi sono 8 stalle di mucche da latte, attive, da 38 presenti in passato. Sono rimaste nonostante la pressione esercitata dal sistema delle QUOTE LATTE, per cui alcuni di loro hanno sborsato centinaia di migliaia di euro per accaparrarsi ulteriore produzione, di 3-5-8.000 quintali di latte. Qualcuno poi non le ha potute utilizzare per problemi di produzione e mercato.<\/p>\n<p>La tristezza che si ravvisa nei volti degli allevatori, gran parte anziani e senza il ricambio delle nuove generazioni, \u00e8 toccante: \u201c<em>molti saranno costretti a chiudere, per mancanza di ricambio da parte dei figli. Si sono perse due generazioni in agricoltura!<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Quali sono i problemi riscontrati?<\/p>\n<p>E\u2019 vero il prezzo di vendita del latte \u00e8 aumentato da qualche anno a questa parte da 0,33-0,37\u20ac a 0,55\u20ac. Ma \u00e8 raddoppiato il prezzo dei cereali e dei mangimi per l\u2019alimentazione bovina. Quindi siamo punto e a capo.<\/p>\n<p>In media le stalle ospitano 80-130 mucche da latte. Con 90 mucche da latte si producono 12.000 quintali di latte \/anno. Con le mucche Frisone Rosse invece la produzione cala a 9.000q\/anno.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 un solo produttore di latte BIO che vende il latte a 65centesimi\/litro. Anche qui il foraggio e i cereali BIO costano di pi\u00f9, per cui, con i ricavi siamo ancora punto e a capo.<\/p>\n<p>Non vi sono <strong>Gruppi di Acquisto<\/strong>, per i mangimi, foraggi etc. se non in due o tre casi.<\/p>\n<p>Gli allevatori hanno un fabbisogno annuo pi\u00f9 o meno regolare di mais, frumento, erba medica et altre\u00a0 coltivazioni. Non ho visto un accordo preliminare con i produttori agricoli locali che hanno coltivazioni estensive di questi prodotti.<\/p>\n<p>Agli agricoltori spesso manca il concime naturale, il letame, un accordo tra allevatori e agricoltori, farebbe molto comodo.<\/p>\n<p>Se vi fosse un accordo di acquisto di gruppo di tutto il prodotto di MAIS, FRUMENTO etc. sia l\u2019agricoltore di estensivo sia l\u2019allevatore avrebbero dei benefici.<\/p>\n<p>Manca questa sinergia tra produttori e allevatori. E il sindacato dovrebbe fare qualcosa se volesse essere utile alla causa.<\/p>\n<p>La proposta perci\u00f2, anche qui, sarebbe di federarsi per condividere la problematiche, le conoscenze, i macchinari, combinare gli acquisti, e contrattare il prezzo del latte con l\u2019acquirente, di solito Grana Padano o latterie locali. Come si farebbe nelle RETI di IMPRESA.<\/p>\n<p>La situazione di: \u201cOGNUNO PER CONTO PROPRIO\u201d, non giova allo sviluppo. Ed \u00e8 un danno sia per lo stesso allevatore\/agricoltore sia per la popolazione che usufruisce dei prodotti e servizi.<\/p>\n<p><strong>Qualcosa sta cambiando<\/strong>. In questi momenti di forti pressioni esterne e disgregazione del tessuto produttivo, sta emergendo la necessit\u00e0 di cooperare, di lavorare assieme per risolvere problemi comuni, che individualmente sarebbero impossibili da affrontare.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_separator color=&#8221;green&#8221; style=&#8221;shadow&#8221; border_width=&#8221;2&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;10&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Indagine, \u2026 al di sopra di ogni sospetto \u2026, sulla struttura ed efficienza del sistema agricolo e di allevamento della zona di Zevio, Verona. Comparata ad altre realt\u00e0 e alla luce della teoria economica PROUT. 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