{"id":1492,"date":"2026-07-22T18:13:45","date_gmt":"2026-07-22T16:13:45","guid":{"rendered":"https:\/\/neoumanista.it\/?p=1492"},"modified":"2026-07-22T18:13:45","modified_gmt":"2026-07-22T16:13:45","slug":"rivoluzioni-sociali-disoccupazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/2026\/07\/rivoluzioni-sociali-disoccupazione\/","title":{"rendered":"Analisi delle rivoluzioni sociali. Causa principale? La disoccupazione"},"content":{"rendered":"<p class=\"article-subtitle\"><em>Francia, Messico, Russia, Brasile, Cuba, Germania, Ungheria, Bolivia, Madagascar, Tunisia, Egitto, Yemen<\/em><\/p>\n<blockquote>\n<p>A causa del collasso dell\u2019agricoltura, dell\u2019elevata disoccupazione e della povert\u00e0 in molti paesi, si verificarono rivolte popolari che cambiarono i vertici al potere. In Italia il tasso di disoccupazione nazionale si attesta al 5%. Parallelamente, il tasso di disoccupazione giovanile (fascia 15-24 anni) \u00e8 sceso al 15,1%. Nonostante ci\u00f2, il tasso di inattivit\u00e0 (persone che non lavorano e non cercano lavoro) rimane elevato, raggiungendo il 33,6%. Rimangono 5,3 milioni di cittadini in povert\u00e0 assoluta.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>1) La Rivoluzione francese del 1848: In seguito al collasso dell&#x27;agricoltura e alla diffusa meccanizzazione dei mestieri, fino a 10.000 operai tessili si ritrovarono disoccupati a Parigi e in altre citt\u00e0. Le conseguenti rivolte e la richiesta del &quot;diritto al lavoro&quot; rovesciarono la monarchia francese e diedero vita alla Seconda Repubblica francese. La disoccupazione spinse poi tedeschi, ungheresi e italiani a scatenare le proprie rivoluzioni.<\/p>\n<p>&#8211; Una crisi economica globale dal 1901 al 1905 port\u00f2 alla chiusura di molte fabbriche. Ci\u00f2 caus\u00f2 un\u2019elevata disoccupazione e povert\u00e0.<\/p>\n<p>2) La Rivoluzione messicana: Disoccupazione e sfruttamento furono due delle principali cause della Rivoluzione messicana (1910\u20131920). La stragrande maggioranza dei messicani soffriva di estrema povert\u00e0, condizioni di lavoro pericolose e mancanza di libert\u00e0. Il presidente Porfirio D\u00edaz (che govern\u00f2 per oltre 30 anni) vendette enormi quantit\u00e0 di terre a persone facoltose e investitori stranieri. Nel 1910, solo circa 835 famiglie possedevano il 95% delle terre in Messico.<\/p>\n<p>3) Rivoluzione russa: All&#x27;inizio del 1917, l&#x27;economia russa era al collasso sotto il peso della Prima guerra mondiale. Le materie prime si esaurirono e i trasporti fallirono. Ci\u00f2 costrinse molte fabbriche a chiudere, lasciando migliaia di persone senza lavoro n\u00e9 salario. Non c&#x27;era abbastanza cibo. Il rigido inverno blocc\u00f2 i treni che trasportavano rifornimenti. Milioni di soldati russi, molti dei quali contadini, furono uccisi o feriti in guerra.<\/p>\n<p>4) Rivoluzione tedesca del 1918 (Rivoluzione di novembre): Alla fine della Prima guerra mondiale, la Germania si trov\u00f2 ad affrontare la sconfitta militare e il blocco economico degli Alleati. Centinaia di migliaia di soldati tornarono a casa solo per trovarsi di fronte a un&#x27;economia in collasso, zero lavoro e fame. Questa disoccupazione di massa aliment\u00f2 una rabbia profonda, che marinai e operai usarono per rovesciare la monarchia tedesca.<\/p>\n<p>5) La Rivoluzione ungherese del 1918\u20131919: Lo scioglimento dell&#x27;Impero austro-ungarico lasci\u00f2 milioni di persone in povert\u00e0 e senza lavoro. Questa disperazione economica aliment\u00f2 direttamente la Rivoluzione degli Aster e la successiva creazione della Repubblica Sovietica Ungherese nel 1919.<\/p>\n<p>6) La Rivoluzione brasiliana (1930): Il calo della domanda globale di caff\u00e8 schiacci\u00f2 l&#x27;economia di esportazione del Brasile, portando alla povert\u00e0 e alla disoccupazione di massa. Questa crisi economica scaten\u00f2 una rivoluzione nel 1930 che depose il vecchio presidente e port\u00f2 al potere Get\u00falio Vargas.<\/p>\n<p>7) La Rivoluzione nazionale boliviana (1952): Questa \u00e8 la rivoluzione pi\u00f9 famosa della Bolivia. Fu guidata da minatori e operai impoveriti che avevano perso il lavoro o si trovavano ad affrontare condizioni terribili a causa del crollo dell&#x27;economia mineraria. Questa rivolta port\u00f2 con successo a una maggiore sicurezza del lavoro, al diritto di voto per tutti e alla nazionalizzazione delle miniere di stagno.<\/p>\n<p>8) La Rivoluzione cubana (1953\u20131959): Cuba affront\u00f2 una grave instabilit\u00e0 economica. Quasi un terzo della forza lavoro non aveva un impiego a tempo pieno. Durante la bassa stagione della raccolta dello zucchero, la disoccupazione raggiunse il 20%. Questa diffusa disperazione fece perdere ai lavoratori la fiducia nel governo. Diede a Fidel Castro il sostegno popolare necessario per rovesciare il dittatore Fulgencio Batista nel 1959.<\/p>\n<p>9) La rivolta malgascia (Madagascar, 1972). Causa: Studenti e lavoratori protestarono contro la mancanza di lavoro, un&#x27;economia in crisi e un sistema scolastico che lasciava i giovani disoccupati. Le proteste costrinsero il presidente alle dimissioni e cambiarono il modo in cui le scuole insegnavano la cultura locale.<\/p>\n<p>10) La rivoluzione tunisina: (Rivoluzione dei Gelsomini) La rivoluzione inizi\u00f2 nel dicembre 2010 quando un giovane disoccupato di nome Mohamed Bouazizi si diede fuoco. Lo fece dopo che la polizia gli aveva sequestrato il carretto di frutta perch\u00e9 non poteva permettersi un permesso. Il suo gesto scaten\u00f2 proteste in tutto il paese contro l&#x27;elevata disoccupazione e la crisi economica. Fu causata dall\u2019adesione al Fondo Monetario Internazionale (FMI) che impose regole durissime, per ottenere dei grossi prestiti.<\/p>\n<p>11) Rivoluzione egiziana: ispirata dalla rivoluzione tunisina, milioni di egiziani hanno protestato in piazza Tahrir al Cairo a partire da gennaio 2011. Le proteste hanno costretto il presidente Hosni Mubarak a dimettersi nel febbraio 2011, ponendo fine al suo trentennale governo. L&#x27;alto costo dei generi alimentari, la povert\u00e0 e la mancanza di lavoro per i giovani laureati sono state le ragioni principali della rivolta.<\/p>\n<p>12) Rivoluzione yemenita: a partire dai primi mesi del 2011, decine di migliaia di yemeniti sono scesi in piazza per protestare contro la povert\u00e0 diffusa, l&#x27;elevata disoccupazione e la corruzione governativa. Il presidente Ali Abdullah Saleh \u00e8 stato costretto a cedere il potere nel 2012, ponendo fine al suo trentennale governo.<\/p>\n<h2>Cittadini italiani in povert\u00e0 assoluta<\/h2>\n<p>In Italia, secondo gli ultimi dati ISTAT, sono oltre 5,3 milioni i cittadini che vivono in condizione di povert\u00e0 assoluta (circa il 9,8% dell&#x27;intera popolazione residente).<\/p>\n<p>Sono 1 milione e 283 mila i minori che vivono in condizioni di povert\u00e0 assoluta, pari al 13,8% di tutti i residenti sotto i 18 anni. Si tratta del valore percentuale pi\u00f9 elevato registrato nell&#x27;ultimo decennio.<\/p>\n<p>Le famiglie numerose sono le pi\u00f9 colpite; la povert\u00e0 assoluta interessa il 20,7% dei nuclei con tre o pi\u00f9 figli e supera il 53% nei nuclei monogenitoriali con due o pi\u00f9 figli a carico.<\/p>\n<p class=\"source-note\"><em>Fonte: Il NeoUmanista, luglio 2026, pagine 23-24.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A causa del collasso dell\u2019agricoltura, dell\u2019elevata disoccupazione e della povert\u00e0 in molti paesi, si verificarono rivolte popolari che cambiarono i vertici al potere. In Italia il tasso di disoccupazione nazionale si attesta al 5%. Parallelamente, il tasso di disoccupazione giovanile (fascia 15-24 anni) \u00e8 sceso al 15,1%. Nonostante ci\u00f2, il tasso di inattivit\u00e0 (persone che non lavorano e non cercano lavoro) rimane elevato, raggiungendo il 33,6%. Rimangono 5,3 milioni di cittadini in povert\u00e0 assoluta.<\/p>\n <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/2026\/07\/rivoluzioni-sociali-disoccupazione\/\"><span class=\"more-msg\">Continua<\/span><\/a>","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16,10,71,17],"tags":[],"class_list":["post-1492","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-analisi-politica","category-economia","category-neoumanista","category-teoria-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1492","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1492"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1492\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1501,"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1492\/revisions\/1501"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1492"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1492"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1492"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}