{"id":1490,"date":"2026-07-22T18:14:20","date_gmt":"2026-07-22T16:14:20","guid":{"rendered":"https:\/\/neoumanista.it\/?p=1490"},"modified":"2026-07-22T18:14:20","modified_gmt":"2026-07-22T16:14:20","slug":"intelligenza-artificiale-coscienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/2026\/07\/intelligenza-artificiale-coscienza\/","title":{"rendered":"L\u2019intelligenza artificiale pu\u00f2 sviluppare una coscienza?"},"content":{"rendered":"<p>In passato l\u2019intelligenza artificiale era pura fantascienza. Spesso in film e romanzi di fantascienza incontriamo macchine che si comportano come esseri umani, macchine che disobbediscono agli esseri umani o che lottano contro di loro.<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 ancora fantascienza, per\u00f2 siamo sull\u2019orlo di una trasformazione; oggi c\u2019\u00e8 il tentativo di trasformare una macchina in una mente. C\u2019\u00e8 chi teme per il futuro dell\u2019umanit\u00e0 nell\u2019era dell\u2019intelligenza artificiale. Spesso viene interpretata come una lotta tra uomo e macchina. In realt\u00e0 possiamo parlare dell\u2019uomo che lavora con la macchina.<\/p>\n<p>Cosa implica questo? Dove ci condurr\u00e0? Ci sono tante cose che il computer pu\u00f2 fare oggi: noi lo chiamiamo intelligenza artificiale, ma ancora non esiste una definizione precisa. Lo scopo dell\u2019intelligenza artificiale, dopotutto, \u00e8 \u201csimulare\u201d quella umana e l\u2019intelligenza umana fa un\u2019incredibile variet\u00e0 di cose: percepiamo e diamo un senso all\u2019ambiente, pianifichiamo come raggiungere i nostri obiettivi, usiamo il linguaggio per comunicare idee complesse, impariamo dalla nostra esperienza, ci rapportiamo con gli altri, controlliamo le nostre emozioni, diamo e riceviamo pareri e sensazioni.<\/p>\n<p>Per fare tutto questo, ovvero per far pensare una macchina come gli esseri umani, dovremmo porci una prima domanda: \u201cche cos\u2019\u00e8 il pensiero?\u201d Se potessimo capire come funziona la nostra mente, allora forse potremmo applicare tutto ci\u00f2 al computer. Dal 1955 si parla di automatizzazione del pensiero. All\u2019epoca i computer si usavano solo per fare i calcoli; oggi si cerca di far fare al computer anche cose molto complicate come guidare una macchina oppure prendere delle decisioni.<\/p>\n<p>Di fronte al velocissimo progresso in questo campo si rimane un po\u2019 disorientati e anche preoccupati: potr\u00e0 l\u2019Intelligenza Artificiale rimpiazzare l\u2019essere umano, controllarlo, o addirittura rivoltarglisi contro?<\/p>\n<p>Potr\u00e0 l\u2019IA ottenere una coscienza, avere una mente, agire con una volont\u00e0 propria?<\/p>\n<p>Nella nostra mente ci sono le rappresentazioni astratte della realt\u00e0 del mondo esterno; quando pensiamo compiamo operazioni logiche su queste idee, ma non solo, riusciamo con la nostra intelligenza a creare idee nuove. Potr\u00e0 l\u2019IA agire allo stesso modo?<\/p>\n<p>Esploriamo le ragioni per cui l&#x27;IA non potr\u00e0 mai sviluppare una coscienza.<\/p>\n<p>La coscienza \u00e8 un fenomeno complesso e multiforme che comprende l&#x27;esperienza soggettiva del mondo esterno e di s\u00e9 stessi. \u00c8 ci\u00f2 che ci permette di percepire, pensare, provare emozioni e avere una consapevolezza di noi stessi. Nonostante i progressi dell&#x27;IA nell&#x27;imitare alcune funzioni cognitive, la scienza attuale manca ancora della comprensione completa di come la coscienza emerga.<\/p>\n<p>La scienza moderna suggerisce che la coscienza sia strettamente legata al funzionamento del cervello umano e alla sua complessit\u00e0. Essa sembra essere il prodotto di complessi processi neurali che coinvolgono un&#x27;enorme rete di neuroni interconnessi. Questo approccio materialistico \u201csostiene che l\u2019IA\u201d, mancando di un substrato biologico come il cervello, non potrebbe generare una coscienza simile a quella umana.<\/p>\n<p>Potremmo per\u00f2 guardare al problema da un altro punto di vista, proposto da P. R. Sarkar.<\/p>\n<p>Secondo Sarkar la mente e la coscienza non sono di natura materiale, anche se esse sorgono da un processo di evoluzione e raffinazione che parte dalla materia. La mente \u00e8 pi\u00f9 sottile della materia, anche se interagisce con essa dando luogo a sensazioni, pensieri e sentimenti. La nascita, lo sviluppo e l\u2019evoluzione della mente in tutti i suoi livelli avviene per effetto e stimolo degli ostacoli che l\u2019essere vivente incontra nella sua vita.<\/p>\n<h2>La mente umana<\/h2>\n<p>La mente, sempre secondo Sarkar, \u00e8 costituita da tre aspetti o livelli: mente conscia (citta), autocoscienza (aham) e mente causale (mahat). Gli esseri viventi possiedono in vario grado uno o pi\u00f9 di questi livelli mentali. Nell\u2019essere umano l\u2019autocoscienza \u00e8 pi\u00f9 grande della mente conscia e la \u201cdifferenza\u201d tra le due \u00e8 quella che chiamiamo intelletto; la mente causale \u00e8 pi\u00f9 grande dell\u2019autocoscienza, e la \u201cdifferenza\u201d va sotto il nome di intuizione.<\/p>\n<p>Una macchina, per quanto sviluppata e complessa, \u00e8 sempre un intreccio di circuiti, parti meccaniche e altro, che non possono avere \u201ccoscienza di s\u00e9\u201d, emozioni, intelletto, proprio perch\u00e9 mancano della parte materiale-organica, come sistema ghiandolare e organi di senso che le permettano di \u201cprovare\u201d sensazioni, stimolare pensieri a contatto con il mondo esterno e superare difficolt\u00e0 e pericoli.<\/p>\n<p>La \u201cmente\u201d nasce come aspetto qualitativo dell\u2019essere vivente, non solo aspetto quantitativo o complessit\u00e0 di esso. Al massimo una macchina potr\u00e0 avere molto sviluppato l\u2019aspetto quantitativo, con una molteplicit\u00e0 di parti che le permetteranno di eseguire calcoli e azioni molto pi\u00f9 complessi e molto pi\u00f9 velocemente di un essere umano, senza che ci\u00f2, per le ragioni sopra esposte, possa dare origine a un\u2019autocoscienza o una mente.<\/p>\n<p>Purtroppo il materialismo rampante di oggi ha portato la scienza a ridurre tutto all\u2019aspetto materiale, atomi, molecole, particelle subatomiche e quanto ricade sotto la percezione dei nostri organi di senso, direttamente o con l\u2019ausilio di apparecchiature sofisticate. Questo ha portato a considerare il cervello come mente e la coscienza di s\u00e9 come generata dalla complessit\u00e0 del nostro cervello.<\/p>\n<p>La visione proposta da Sarkar \u00e8 invece quella di un corpo e un cervello come \u201cstrumenti\u201d della mente e della coscienza, prendendo in considerazione l\u2019aspetto spirituale della realt\u00e0. Per Sarkar il corpo umano, cervello compreso, \u00e8 una macchina biologica, molto complessa, ma pur sempre una macchina di cui la mente si serve per esprimersi ed interagire in questo mondo materiale.<\/p>\n<p>Se l\u2019IA esteriormente si comporta come un essere umano, ci\u00f2 non significa che si possa definire \u201ccosciente\u201d. Alan Turing, il genio matematico che ide\u00f2 il moderno computer, si domand\u00f2 se una macchina pu\u00f2 comportarsi in modo da non poterla distinguere da un essere umano e ide\u00f2 un test: una persona pone domande a due interlocutori nascosti: uno di essi \u00e8 appunto una macchina, l\u2019altro una persona in carne e ossa. Se chi pone le domande non riesce a stabilire dalle risposte quale dei due \u00e8 la macchina, allora la macchina supera il test. Ma ci\u00f2 non significa che sia \u201ccosciente\u201d o \u201cumana\u201d. Il test esamina solo il comportamento della macchina dal punto di vista linguistico, e pu\u00f2 solo concludere che nel dialogo essa si comporta come un essere umano.<\/p>\n<p>Se l\u2019improbabile comparsa di una coscienza nell\u2019IA pu\u00f2 preoccuparci, ben altre sono le criticit\u00e0 che attendono dietro l\u2019angolo.<\/p>\n<p>Un problema evidente da subito \u00e8 quello della perdita di posti di lavoro \u201cumani\u201d sostituiti da IA: Amazon, Meta, Salesforce e Block hanno annunciato migliaia di licenziamenti, spesso giustificati con l&#x27;adozione di sistemi IA che riducono la necessit\u00e0 di alcune mansioni. Ad esempio Oracle ha gi\u00e0 disdetto oltre 20.000 contratti a marzo di quest\u2019anno, anche per liberare risorse per i futuri investimenti in IA, circa 50 miliardi di dollari nel 2026.<\/p>\n<h2>Esiste poi un problema etico-culturale<\/h2>\n<p>Lo ha evidenziato Amazon, che ha scoperto che circa il 25% dei libri che aveva messo in vendita risultavano realizzati al 100% con IA e attribuiti ad autori famosi senza ovviamente il loro consenso. Esiste anche una societ\u00e0 italiana che offre corsi per realizzare libri con l\u2019IA al puro scopo di profitto, utilizzando anche indagini statistiche per individuare gli argomenti pi\u00f9 gettonati. I libri vengono messi in vendita su Amazon, che trattiene il 50% del prezzo di copertina.<\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 quindi di essere inondati da immagini, video, libri, \u201copere artistiche\u201d, ma anche false notizie, falsi articoli generati artificialmente senza alcun contributo \u201cumano\u201d, una specie di spazzatura culturale difficile da identificare, che diluir\u00e0 la vera produzione culturale. E sotto questo c\u2019\u00e8 un aspetto ancora pi\u00f9 temibile. Per come l\u2019IA agisce, impara e crea, usando cio\u00e8 tutto il materiale esistente, di qualunque tipo e fonte, su basi statistiche, dato che non possiede capacit\u00e0 discriminatorie o di giudizio, questi materiali generati dall\u2019IA finiranno per essere utilizzati dall\u2019IA stessa per produrre i risultati richiesti. Un possibile errore, una falsa informazione, una distorsione pu\u00f2 cos\u00ec venire amplificata dando origine alla degenerazione ed inaffidabilit\u00e0 dei risultati richiesti.<\/p>\n<p>Un ultimo aspetto, ma non trascurabile: l\u2019IA sta creando una bolla finanziaria di dimensioni preoccupanti, con enormi investimenti, sta consumando globalmente l\u2019equivalente di energia elettrica usata dal Belgio e dai Paesi Bassi insieme, sta occupando ettari di territorio e annesse risorse idriche per ospitare data center colossali, accentuando il gi\u00e0 grave disastro ambientale.<\/p>\n<p>Esiste un problema creato proprio dal modo in cui l\u2019IA \u00e8 impostata, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di cambiare s\u00e9 stessa per \u201cmigliorarsi\u201d, una specie di evoluzione digitale.<\/p>\n<p>Riguardo a questo, Anthropic, uno dei maggiori provider di IA, ha proposto una pausa globale nello sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale avanzata, avvertendo che i modelli di prossima generazione, capaci di auto-migliorarsi, potrebbero superare rapidamente le capacit\u00e0 di controllo attuali e raggiungere livelli di autonomia tali da modificare parti del proprio codice, ottimizzare architetture interne o generare versioni pi\u00f9 efficienti di s\u00e9 stessi, che potrebbero sfuggire al nostro controllo. Anthropic ha inoltre proposto la creazione di un protocollo che interrompa temporaneamente lo sviluppo di questi modelli qualora si manifesti un rischio.<\/p>\n<p class=\"source-note\"><em>Fonte: Il NeoUmanista, luglio 2026, pagine 20-21.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In passato l\u2019intelligenza artificiale era pura fantascienza. Spesso in film e romanzi di fantascienza incontriamo macchine che si comportano come esseri umani, macchine che disobbediscono agli esseri umani o che lottano contro di loro. Tutto questo \u00e8 ancora fantascienza, per\u00f2 siamo sull\u2019orlo di una trasformazione; oggi c\u2019\u00e8 il tentativo di trasformare una\u2026<\/p>\n <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/2026\/07\/intelligenza-artificiale-coscienza\/\"><span class=\"more-msg\">Continua<\/span><\/a>","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[31,71,14],"tags":[],"class_list":["post-1490","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-neoumanesimo","category-neoumanista","category-scienza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1490","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1490"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1490\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1503,"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1490\/revisions\/1503"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1490"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1490"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1490"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}