{"id":1489,"date":"2026-07-22T18:14:37","date_gmt":"2026-07-22T16:14:37","guid":{"rendered":"https:\/\/neoumanista.it\/?p=1489"},"modified":"2026-07-22T18:14:37","modified_gmt":"2026-07-22T16:14:37","slug":"non-basta-umanizzare-capitalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/2026\/07\/non-basta-umanizzare-capitalismo\/","title":{"rendered":"Non basta umanizzare il capitalismo"},"content":{"rendered":"<p class=\"article-subtitle\"><em>Dalle imprese responsabili alla democrazia economica: una prospettiva proutista e neoumanista<\/em><\/p>\n<blockquote>\n<p>Una ricerca<\/p>\n<\/blockquote>\n<blockquote>\n<p>approfondita sui<\/p>\n<\/blockquote>\n<blockquote>\n<p>difetti del<\/p>\n<\/blockquote>\n<blockquote>\n<p>capitalismo e<\/p>\n<\/blockquote>\n<blockquote>\n<p>soluzioni globali:<\/p>\n<\/blockquote>\n<blockquote>\n<p>da worker<\/p>\n<\/blockquote>\n<blockquote>\n<p>buyout<\/p>\n<\/blockquote>\n<blockquote>\n<p>a Mondrag\u00f3n<\/p>\n<\/blockquote>\n<blockquote>\n<p>e PROUT<\/p>\n<\/blockquote>\n<h2>Dalle imprese responsabili alla democrazia economica<\/h2>\n<p>Caporalato, lavoro minorile, salari insufficienti, delocalizzazioni, discriminazioni e ambienti insicuri non sono residui del passato. Sono manifestazioni di uno stesso squilibrio: chi possiede il capitale concentra gran parte del potere economico, mentre chi lavora dispone di un&#x27;influenza molto pi\u00f9 limitata sulle decisioni che incidono sulla propria vita.<\/p>\n<p>Non tutte le imprese operano nello stesso modo. Esistono imprenditori che considerano il lavoro una responsabilit\u00e0 sociale, ma il mercato tende a premiare chi riduce i costi del lavoro, trasferisce altrove quelli ambientali e sociali e concentra gli utili. Perci\u00f2 la dignit\u00e0 del lavoratore non pu\u00f2 dipendere soltanto dalla sensibilit\u00e0 di chi dirige un&#x27;azienda: deve essere garantita da regole, istituzioni e da una diversa distribuzione del potere economico.<\/p>\n<h2>Dalla responsabilit\u00e0 personale ai diritti<\/h2>\n<p>Alla fine dell&#x27;Ottocento Ernst Abbe comprese che le tutele dei lavoratori non potevano restare concessioni revocabili del proprietario. Con la Fondazione Carl Zeiss trasfer\u00ec progressivamente l&#x27;azienda a una struttura regolata da norme permanenti, introducendo pensioni, ferie, protezioni sociali e, nel 1900, la giornata lavorativa di otto ore. Il valore della sua esperienza consiste soprattutto nell&#x27;aver trasformato la generosit\u00e0 individuale in diritti capaci di sopravvivere al cambiamento delle persone.<\/p>\n<p>Adriano Olivetti ampli\u00f2 questa prospettiva: l&#x27;impresa non era per lui soltanto un luogo di produzione, ma parte della comunit\u00e0. Fabbrica, abitazioni, servizi sociali, cultura, formazione e territorio dovevano svilupparsi insieme. La sua visione superava il paternalismo tradizionale, ma rimase in gran parte legata alla personalit\u00e0 del fondatore; dopo la sua morte, molte innovazioni si indebolirono. Ci\u00f2 mostra quanto sia fragile un modello che non riesce a incorporare stabilmente nelle proprie strutture la responsabilit\u00e0 sociale.<\/p>\n<h2>Dalla responsabilit\u00e0 alla partecipazione<\/h2>\n<p>Enrique Shaw, dirigente industriale argentino, considerava l&#x27;impresa una \u00abcomunit\u00e0 di vita\u00bb e sosteneva il dialogo con i lavoratori. Quando gli venne chiesto di licenziare circa milleduecento dipendenti, si dichiar\u00f2 disposto a lasciare l&#x27;incarico pur di cercare alternative. Il suo comportamento dimostra che il profitto pu\u00f2 essere subordinato alla dignit\u00e0 umana, ma rivela anche il limite dell&#x27;imprenditore responsabile: pu\u00f2 opporsi o negoziare, senza modificare da solo una struttura nella quale il potere decisivo appartiene alla propriet\u00e0.<\/p>\n<p>Un cambiamento pi\u00f9 profondo prese forma nei Paesi Baschi con Mondrag\u00f3n. Dagli anni Cinquanta nacque un sistema di cooperative nelle quali i lavoratori erano anche soci, partecipavano alla propriet\u00e0, eleggevano gli organismi di governo e condividevano i risultati economici. Mondrag\u00f3n non \u00e8 un modello privo di difficolt\u00e0: deve confrontarsi con il mercato, la concorrenza e scelte complesse. Dimostra per\u00f2 che il lavoro pu\u00f2 diventare parte reale del potere decisionale.<\/p>\n<p>Queste esperienze delineano una progressione: Shaw modifica il modo di esercitare il potere; Olivetti collega l&#x27;impresa alla comunit\u00e0; Abbe trasforma le convinzioni personali in diritti durevoli; Mondrag\u00f3n interviene sulla propriet\u00e0 e sul governo dell&#x27;impresa. Dalla responsabilit\u00e0 individuale si passa cos\u00ec ai diritti, dai diritti alla partecipazione, dalla partecipazione alla condivisione del potere economico.<\/p>\n<h2>Lo sfruttamento lungo l\u2019intera filiera<\/h2>\n<p>Oggi lo sfruttamento non si limita alla fabbrica. Le catene produttive mondiali permettono di trasferire le lavorazioni pi\u00f9 pesanti dove il lavoro costa meno e le tutele sono pi\u00f9 deboli. Un&#x27;azienda pu\u00f2 rispettare i propri dipendenti diretti e affidare parte della produzione a fornitori che ricorrono a lavoro minorile, caporalato, salari insufficienti o condizioni insicure. Il prezzo ridotto di un prodotto nasconde allora un costo scaricato sulle persone pi\u00f9 vulnerabili.<\/p>\n<p>Le donne subiscono inoltre forme specifiche di sfruttamento: disparit\u00e0 salariali, precariet\u00e0, ricatti, lavoro di cura non riconosciuto e, nei casi pi\u00f9 estremi, tratta e prostituzione alimentate dalla povert\u00e0. Un&#x27;economia responsabile deve quindi valutare l&#x27;intera filiera: provenienza delle materie prime, condizioni di fornitori e subfornitori, impatto ambientale e soggetti che sopportano i costi nascosti della produzione.<\/p>\n<h2>Le riforme gi\u00e0 possibili<\/h2>\n<p>Alcuni strumenti capaci di riequilibrare il rapporto tra capitale e lavoro esistono gi\u00e0. In Italia l&#x27;articolo 46 della Costituzione riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare alla gestione delle aziende; la legge n. 76 del 2025 ha introdotto forme di partecipazione gestionale, economica e finanziaria, compresa la partecipazione agli utili e, in alcuni casi, al capitale.<\/p>\n<p>Un&#x27;altra esperienza \u00e8 quella dei worker buyout: quando un&#x27;azienda rischia di chiudere, i lavoratori possono rilevarla organizzandosi in cooperativa. Gli strumenti della legge Marcora hanno consentito di salvare centinaia di imprese e migliaia di posti di lavoro. In questi casi i lavoratori non sono soltanto destinatari di assistenza, ma soggetti capaci di assumere la continuit\u00e0 produttiva.<\/p>\n<p>Partecipazione alle decisioni, sostegno alle cooperative, responsabilit\u00e0 lungo la filiera e collegamento tra incentivi pubblici e tutela dell&#x27;occupazione sono passi concreti. Il loro limite \u00e8 che rimangono spesso eccezioni o dipendono dalla scelta volontaria delle imprese.<\/p>\n<h2>Il contributo del PROUT<\/h2>\n<p>Il PROUT (Progressive Utilization Theory), elaborato da Prabhat Ranjan Sarkar, propone perci\u00f2 un cambiamento pi\u00f9 profondo: non soltanto rendere il capitalismo pi\u00f9 responsabile, ma democratizzare l&#x27;economia. Le piccole attivit\u00e0 possono restare private entro limiti che impediscano eccessive concentrazioni; infrastrutture e settori strategici devono essere amministrati nell&#x27;interesse collettivo; la parte principale della produzione e della distribuzione dovrebbe svilupparsi attraverso cooperative.<\/p>\n<p>La cooperazione non \u00e8 considerata una soluzione marginale, ma il cuore dell&#x27;economia. Quando i lavoratori partecipano alla propriet\u00e0 e al governo dell&#x27;impresa, il capitale rimane uno strumento necessario, ma cessa di essere l&#x27;unica fonte del potere decisionale. \u00c8 questo il significato della democrazia economica: la democrazia politica resta incompleta se i cittadini eleggono i propri rappresentanti ma non hanno influenza sulle decisioni che determinano occupazione, reddito, ambiente e futuro del territorio.<\/p>\n<p>Anche il profitto assume un significato diverso. Un&#x27;eccedenza \u00e8 necessaria per investire, innovare e garantire stabilit\u00e0; ci\u00f2 che viene rifiutato \u00e8 il profitto come fine esclusivo. La domanda non \u00e8 pi\u00f9 soltanto \u00abquanto produce un&#x27;impresa?\u00bb, ma \u00abquale benessere produce?\u00bb: quanto lavoro crea, come distribuisce la ricchezza, quale impatto ha sulla comunit\u00e0 e quale sviluppo umano rende possibile.<\/p>\n<h2>L\u2019orizzonte neoumanistico<\/h2>\n<p>Una distribuzione pi\u00f9 equa del potere economico non garantisce da sola la giustizia. Anche una cooperativa pu\u00f2 difendere esclusivamente i propri soci, sfruttare fornitori lontani o ignorare le conseguenze ambientali. Per questo il PROUT \u00e8 completato dal Neoumanesimo, che estende la responsabilit\u00e0 oltre gli interessi del singolo individuo, dell&#x27;impresa o della nazione.<\/p>\n<p>Il Neoumanesimo considera ogni essere umano, ogni essere vivente e il mondo naturale come parte di una medesima comunit\u00e0 di destino. Applicato all&#x27;economia, richiede di valutare l&#x27;intera rete di relazioni prodotta da un&#x27;attivit\u00e0: condizioni di lavoro lungo la filiera, effetti sugli ecosistemi, uso delle risorse e conseguenze per le generazioni future.<\/p>\n<p>La natura cessa cos\u00ec di essere una riserva gratuita di materie prime. Suolo, acqua, foreste e biodiversit\u00e0 sono un patrimonio comune. Consumare irreversibilmente queste risorse per un vantaggio immediato significa trasferire i costi del presente a chi verr\u00e0 dopo di noi. Il Neoumanesimo offre quindi il criterio etico della democrazia economica: senza una diversa distribuzione del potere, il rispetto della persona rischia di ridursi a un appello morale; senza un orizzonte universale, anche la democrazia economica pu\u00f2 diventare la difesa degli interessi di un gruppo.<\/p>\n<h2>Dall&#x27;eccezione alla regola<\/h2>\n<p>Abbe, Olivetti, Shaw e Mondrag\u00f3n dimostrano che un altro modo di fare impresa \u00e8 possibile: il lavoratore non deve essere soltanto un costo; l&#x27;impresa pu\u00f2 rispondere alla comunit\u00e0; i diritti possono essere garantiti da istituzioni stabili; i lavoratori possono partecipare alla propriet\u00e0 e alle decisioni. Mostrano per\u00f2 anche che un cambiamento affidato alla visione di singole persone rimane fragile e pu\u00f2 essere cancellato da un successore, da una vendita o da una crisi.<\/p>\n<p>La sfida non consiste dunque nel sostituire imprenditori egoisti con imprenditori generosi, ma nel costruire un&#x27;economia nella quale dignit\u00e0 del lavoro, partecipazione e responsabilit\u00e0 siano parte delle regole della produzione. Le riforme gi\u00e0 possibili indicano il cammino; il contributo originale del PROUT consiste nel proporre la democrazia economica come completamento naturale di quella politica, orientando l&#x27;attivit\u00e0 produttiva al benessere collettivo.<\/p>\n<p>Non si tratta semplicemente di rendere il capitalismo pi\u00f9 umano. Si tratta di ridurre progressivamente le condizioni che rendono possibile lo sfruttamento e trasformare esperienze ancora eccezionali in un ordinamento economico stabile, democratico e universale.<\/p>\n<p>1. ZEISS colloca Ernst Abbe tra il 1840 e il 1905, documenta la costituzione della Fondazione Carl Zeiss nel 1889, lo statuto del 1896 e l\u2019introduzione della giornata di otto ore nel 1900.<\/p>\n<p>2. La Fondazione Adriano Olivetti documenta la sua vita, dal 1901 al 1960, il progetto Comunit\u00e0 sviluppato dal secondo dopoguerra e l\u2019integrazione, a Ivrea, tra fabbrica, servizi sociali, abitazioni, cultura e territorio.<\/p>\n<p>3. Le fonti dedicate a Enrique Shaw lo collocano tra il 1921 e il 1962, lo indicano come dirigente delle Cristaler\u00edas Rigolleau e riferiscono la sua opposizione, nel 1961, alla richiesta di licenziare circa 1.200 lavoratori.<\/p>\n<p>4. La storia ufficiale di Mondrag\u00f3n ricostruisce l\u2019arrivo di Jos\u00e9 Mar\u00eda Arizmendiarrieta nel 1941, l\u2019avvio della scuola professionale nel 1943, la fondazione di ULGOR nel 1956 e la nascita di Caja Laboral nel 1959.<\/p>\n<p>5. La legge italiana 15 maggio 2025, n. 76, in vigore dal 10 giugno 2025, disciplina la partecipazione gestionale, economica, finanziaria, organizzativa e consultiva dei lavoratori, in attuazione dell\u2019articolo 46 della Costituzione.<\/p>\n<p>6. La relazione del Ministero delle Imprese descrive la legge Marcora come strumento per la costituzione di cooperative da parte di lavoratori di aziende in crisi. CFI riferiva, per il periodo 1986-2021, 317 worker buyout finanziati e 9.655 posti di lavoro interessati da queste operazioni.<\/p>\n<p>7. Prabhat Ranjan Sarkar, ideatore del PROUT, parla di economia decentralizzata basandola soprattutto sulle cooperative e di neoumanesimo come estensione dell\u2019umanesimo a tutti gli esseri creati, oltre i sentimenti sociali e geografici limitanti.<\/p>\n<p class=\"source-note\"><em>Fonte: Il NeoUmanista, luglio 2026, pagine 17-18-19.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una ricerca approfondita sui difetti del capitalismo e soluzioni globali: da worker buyout a Mondrag\u00f3n e PROUT<\/p>\n <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/2026\/07\/non-basta-umanizzare-capitalismo\/\"><span class=\"more-msg\">Continua<\/span><\/a>","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[74,72,71,63,65],"tags":[],"class_list":["post-1489","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-capitalismo","category-democrazia-economica","category-neoumanista","category-prout","category-wbo-workers-buyout"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1489","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1489"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1489\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1504,"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1489\/revisions\/1504"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1489"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1489"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1489"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}