{"id":1185,"date":"2023-07-31T21:52:54","date_gmt":"2023-07-31T19:52:54","guid":{"rendered":"https:\/\/neoumanista.it\/?p=1185"},"modified":"2024-06-05T11:59:30","modified_gmt":"2024-06-05T09:59:30","slug":"autogestione-ed-economia-della-felicita-ecco-la-transizione-che-vogliamo-di-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neoumanista.it\/index.php\/2023\/07\/autogestione-ed-economia-della-felicita-ecco-la-transizione-che-vogliamo-di-piu\/","title":{"rendered":"Autogestione ed economia della felicit\u00e0, ecco la transizione che vogliamo di pi\u00f9"},"content":{"rendered":"\n<p>Il 2050 sar\u00e0 il decennio della transizione all\u2019economia della felicit\u00e0? Esiste la possibilit\u00e0 di una transizione delle grandi aziende private in forma di cooperative autogestitedai lavoratori, in questa met\u00e0 di 21\u00b0 secolo, sotto la spinta reciproca tra crisi finanziaria cronica ed emergenzaclimatica globale?<\/p>\n\n\n\n<p>Il tratto caratterizzante del sistema neoliberista \u00e8 basato sul profitto immediato orientato all&#8217;accumulazione e concentrazione del capitale in poche mani, con la riduzione della circolazione monetaria indotta artificiosamente dal capitalismo finanziario. Che alternative abbiamo? Peculiarit\u00e0 del sistema PROUT \u00e8 un&#8217;economia orientata al consumo di beni necessari ed orientati alla sostenibilit\u00e0, alla massima occupazione e dove massima sia anche la circolazione di moneta. E&#8217; il tema della Democrazia Economica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dalla teoria neoliberista alle teorie collaborative<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo l&#8217;economista neoliberista, Friedrich Von Hayek, ispiratore delle politiche economiche sulle privatizzazioni dalla Thatcher a Reagan, la societ\u00e0 si fonda unicamente sull&#8217;azione individualistica, senza necessit\u00e0 di regolamentazione. Ancora oggi assistiamo, nell&#8217;agenda politico economica italiana e non solo, allo spirito ancora vivo di questo pensiero neoliberista con privatizzazioni, deregolamentazione e tagli continui alla spesa pubblica (sanit\u00e0, scuola, servizi sociali, disabilita ecc). Di parere opposto, \u00e8 l&#8217;economista e sociologo Jeremy Rifkin, secondo cui in pochi anni, assisteremo all&#8217;eclissi del capitalismo e all&#8217;avvento di una nuova economia del tutto cooperativa e autofinanziata, basata su nuove entit\u00e0 cooperative. <em>Le cooperative saranno la vera novit\u00e0 e per questo serve che escano dall&#8217;ombra, perch\u00e9 rappresenteranno il fulcro della nuova economia partecipata (Mondadori, L&#8217;et\u00e0 della<\/em> <em>resilienza. Ripensare l\u2019esistenza su una terra che si rinaturalizza).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le cooperative del futuro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le Coop del futuro saranno profondamente diverse da come le conosciamo oggi. Saranno il centro della vita sociale e il motore di sviluppo delle aree locali, promuovendo benessere collettivo e libert\u00e0 individuale. Accompagneranno la vita delle persone dai primi anni di ingresso nel mondo lavorativo, fino al pensionamento. Inizialmente sarebbe necessaria una normativa ad hoc pi\u00f9 protettiva delle imprese autogestite rispetto a quelle private. In quanto a competizione col mondo delle grandi imprese private, a causa della carenza di istituti normativo-giuridici protettivi, oggi non avremmo nessun incentivo per le cooperative.<\/p>\n\n\n\n<p>La cintura protettiva attorno al sistema cooperativo, potrebbe incominciare con nuove politiche fiscali delle amministrazioni locali, piuttosto che da governo e parlamento nazionali. ed sistema tassativo locale pi\u00f9 favorevole verso le nuova entita autogestite, con l&#8217;applicazione di maggiori standard sui sistemi di sicurezza e controllo per il rispetto delle tematiche ambientali e di sicurezza sociale e del lavoro, rappresenterebbe lo spartiacque tra maggiore effcacia di un reddito di impresa autogestita in modo cooperativo, rispetto al reddito di impresa orientata all\u2019accumulazione ed alla speculazione. Le amministrazioni locali potrebbero giudicare immediatamente gli effetti degli incentivi allo sviluppo delle risorse cooperative e del loro impatto positivo su occupazione, salute e ambiente. Gi\u00e0 a partire dagli anni settanta \u00e8 iniziato un processo, disomogeneo e frammentato, di transizione partendo dalle aziende in crisi e abbandonate dai capitalisti, con le modalit\u00e0 a partire dalle WBO dall&#8217;acronimo di workers buyout, con cui i dipendenti si sono impegnati, anche con l&#8217;aiuto spesso di fondi governativi, a rilevare economicamente e gestire le aziende in crisi.<\/p>\n\n\n\n<p>Successivamente si dovr\u00e0 decidere con tutte le altre imprese capitaliste non in crisi e sulla base probabilmente del voto dei dipendenti come e se passare (gradualmente? con un referendum,\u2026?) da un sistema retributivo salariale, ad un modello retributivo partecipativo e di autogestione cooperativa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Aspetti macro-economici della transizione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo i dati Inps 2021 le imprese attive in Italia sono state 1.647.000 ed hanno impiegato 14.185.410 addetti, mediamente con un rapporto 1 a 15. Se si trovasse un accordo comune con la buona pace del milione e mezzo di imprese private e i 14 milioni circa di lavoratori dipendenti per associarsi in forma di entit\u00e0 cooperative, avremmo la massima effcienza tra aumento della forza economica di ogni cooperativa e riduzione del cuneo fiscale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sistema della Democrazia Economica, con l&#8217;idea della suddivisione tra industrie chiave statali fondate sul concetto del<strong> \u201cno loss, no gain\u201d<\/strong>, mondo cooperativo e piccole attivit\u00e0 private, oggi appare l&#8217;unica soluzione alle innumerevoli domande di giustizia sociale, garanzia dei diritti e salvaguardia del potere di acquisto. Il ritorno occupazionale in termini sia di quantit\u00e0 numerica che di qualit\u00e0 delle prestazioni, il maggior grado di benessere lavorativo, la riduzione drastica degli infortuni e delle malattie da lavoro, la riduzione dell\u2019evasione contributiva, standard qualitativi pi\u00f9 elevati nelle produzioni e servizi offerti nei modelli cooperativi autogestiti, supereranno di gran lunga i benefici fiscali e creditizi ricevuti dalla collettivit\u00e0 negli start-up iniziali.<\/p>\n\n\n\n<p>Diversi studiosi si sono gi\u00e0 avventurati e posti da tempo il quesito se tale transizione secolare sar\u00e0 pacifica oppure non pacifica, graduale oppure rapida, politicizzata oppure a-partitica, sostenuta o no dalle parti sociali (sindacati e datori di lavoro), sostenuta dal clero e dalle altre entit\u00e0 religiose, non ostacolata dal mondo giudiziario. Forse sarebbe meglio se la transizione potesse avvenire non per decreto, meglio se avvenisse con un processo di crescita culturale, altrimenti il rischio e che le forze di autogestione non avranno attecchimento nella societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Altro aspetto della transizione al sistema di autogestione, e la necessit\u00e0 della trasformazione dei settori industriali delle materie prime (energia, acqua, minerali) e servizi essenziali (trasporti, sanit\u00e0, scuola) in settori chiave, ossia gestiti direttamente dallo Stato con il principio del neperdite, neprofitti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Crisi del neoliberismo, un viaggio di sola andata<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Oggi il sistema capitalistico e rimasto intrappolato nella sua stessa ragnatela, con i mercati finanziari che fanno fluttuare i prezzi delle materie prime, portando ad un sempre maggior aumento esponenziale dei prezzi dei beni di prima necessit\u00e0 e con una discrepanza tra i pochi che guadagnano tanto tanto e la maggioranza delle persone che guadagna sempre meno meno. Oggi in Italia l\u20191% degli italiani pi\u00f9 ricchi detiene pi\u00f9 del 70% della ricchezza della popolazione. A livello mondiale l\u20191% della popolazione pi\u00f9 ricca detiene pi\u00f9 del doppio della ricchezza posseduta dal 90% della popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il caso Mediaset<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La scomparsa del leader del Biscione probabilmente condurr\u00e0 ad un declino di questo impero economico. Cos\u00ec e accaduto dopo la morte di Gianni e Umberto Agnelli. La Fiat ha subito un lento e inesorabile declino, con l\u2019allontanamento dal settore auto a cura di Romiti, fino ad arrivare alla gestione Marchionne. E&#8217; il karma di queste tipologie di imprenditori capitalisti e delle loro aziende dopo la propria scomparsa: incomprensioni tra familiari, essere dimenticati, trascinando nelle crisi anche i loro business. Ora che il fondatore di Mediaset non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, forse probabilmente vedremo un declino simile, i figli che non saranno all&#8217;altezza del fondatore, la possibilit\u00e0 che si affaccino investitori stranieri che vogliano acquisire l&#8217;intero patrimonio aziendale. Passata a queste grandi dimensioni, con la perdita della figura del leader fondatore, per probabile incapacit\u00e0 del management, sarebbe interessante proporre gi\u00e0 da adesso un progetto di ristrutturazione ai dipendenti e azionisti: la trasformazione del colosso delle telecomunicazioni in cooperativa autogestita. Possiamo gi\u00e0 parlare di Coopset? Oggi problema fondamentale sarebbe la trasformazione di molte aziende medio grandi da societ\u00e0 quotate in borsa, in cooperative autogestite, questione complessa che richieder\u00e0 sia un processo di ristrutturazione che coinvolger\u00e0 legalmente i diritti di propriet\u00e0 i rapporti con i sindacati e la cultura aziendale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Iniziative in giro all&#8217;Italia per un\u2019economia cooperativa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La Cisl ha depositato una proposta di iniziativa popolare <em><strong>Partecipazione al Lavoro<\/strong> <\/em>per una governance d\u2019impresa partecipata dai lavoratori. Il sindacato avvier\u00e0 una campagna nazionale di raccolta firme per dare piena applicazione all\u2019art. 46 della Costituzione, rimasto da sempre inapplicato, che sancisce il diritto dei lavoratori a collaborare alla gestione delle aziende.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il Movimento politico valdostano <strong>Adu Vda<\/strong> ha presentato una proposta di legge regionale con l\u2019obiettivo di implementare il <strong>Workers BuyOut (WBO)<\/strong>, come processo di salvataggio delle imprese in crisi, da parte dei lavoratori e lavoratrici che possono acquisirne la propriet\u00e0. E\u2019 gi\u00e0 una possibilit\u00e0 legalmente prevista a partire dalla Legge Marcora n.49\/1985. L\u2019ipotesi <strong>WBO<\/strong> potrebbe rappresentare una efficace soluzione per contrastare la crisi che sta colpendo l\u2019economia valdostana.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Paese Italia \u00e8 pronto per questo grande cambiamento? <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2050 sar\u00e0 il decennio della transizione all\u2019economia della felicit\u00e0? Esiste la possibilit\u00e0 di una transizione delle grandi aziende private in forma di cooperative autogestitedai lavoratori, in questa met\u00e0 di 21\u00b0 secolo, sotto la spinta reciproca tra crisi finanziaria cronica ed emergenzaclimatica globale? 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