Diritti Umani

Sfruttamento Psico Economico 1

 Quando parliamo di sfruttamento ci viene in mente Carlo Marx e il suo : “Saggio del plusvalore”. Marx dimostra con una formula che i capitalisti sfruttano la classe operaia traendone grossi profitti mentre le masse rimangono povere. Nell’interpretazione di Marx, ciò è un illecito. Questa teoria è stata il perno su cui si sono prodotte tutte le lotte per i diritti dei lavoratori a livello planetario. Ha anche condizionato le Costituzioni di mezzo mondo perfino la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. La teoria marxista ottocentesca sullo sfruttamento però tocca solo l’aspetto materiale della vita esistenziale dell’essere umano. L’essere umano è anche mentale: esprime e percepisce sentimenti, valori e molto altro. Per comprendere quanto “peso esistenziale” hanno le esigenze materiali e mentali o psichiche l’unico mezzo di misura che possiamo usare è l’evoluzione nel tempo: la storia. Focalizzando questi due aspetti fondamentali del nostro essere ci rendiamo conto di quanto la comparazione è impari. Il nostro corpo e le sue necessità nell’arco di 10000 anni di storia dell’umanità ha avuto una leggera evoluzione se comparata all’evoluzione intellettuale  avuta in questo arco di tempo. Cultura, arte, filosofia, scienza, tecnologia; senza dimenticare che molte delle nostre esigenze materiali sono state pensate, intuite, inventate dalla mente di qualcuno. Nessuno di voi potrà mai dimostrare che la mente ha un valore minore alle esigenze materiali anche se oggi viviamo in una società dove i valori del materialismo sono maggiori del benessere mentale. Certo ci dev’essere un equilibrio tra mente e corpo ma ritornando allo sfruttamento va ammesso che la teoria di Marx è sorpassata, dovuta al fatto che non ha mai preso in considerazione lo sfruttamento a livello mentale. Certo nella società di più di 200 anni fa l’economia commerciale era poco sviluppata considerato come si è evoluto il consumo di merci e servizi, trasformatosi nella seconda metà del ‘900 in consumismo.    

Sono sparite infatti dai dibattiti e dai media le tesi della Scuola di Francoforte che denunciavano il consumismo come strumento di alienazione e controllo sociale nella società capitalista. Era chiaro l’allarme sul ruolo dell’industria culturale, dei mass media rei di appiattire i desideri, promuovendo conformismo e manipolando le coscienze per ridurre la cultura a merce. Va detto che questi filosofi facevano una critica sulla base del materialismo storico che è l’unico concetto errato della critica marxista; l’essere umano non è solo espressione materiale ma soprattutto mentale. Se Marcuse vedesse oggi a che livelli di disgregazione culturale sono arrivati i media attraverso i Social prenderebbe paura! Con l’utilizzo a livello di massa dei Social Network si è iniziato a parlare di dipendenza, disturbi comportamentali, depressione, ansia sociale, isolamento e solitudine. La cosa più sconcertante è che sono le piattaforme digitali che gestiscono i Social ad indurre alla dipendenza gli utenti. Il lavoro dei social è quello di intrattenere, inchiodare le persone il più possibile su smartphone e PC. Non ti costringe nessuno a stare lì ma va detto che è la natura della mente umana che si muove:

1. attraverso i sentimenti che creano sensazioni 

2. attraverso la razionalità che conduce alla ragione. 

Diventare razionali non significa necessariamente perdere sentimenti e sensazioni significa indirizzare queste espressioni mentali verso uno stato di coscienza. Gli studi avanzati dai promotori delle strategie dei Social media hanno portato alla scoperta di meccanismi mentali vecchi di millenni come: a) canalizzazione dell’energia mentale; b) incantamento o ipnosi; c) ideazione. E’ quello che fanno gli Yogi che praticano la meditazione. Dall’alba della civiltà si siedono: a) canalizzano l’energia; b) la concentrano in un unico punto; c) ci aggiungono un’ideazione. Se l’ideazione è l’infinito, scoprire l’universo significa superare il livello fisico; addentrarsi nell’universo mentale e sconfinare in quello sopramentale (spirituale). Gli algoritmi e le IA fanno per Musk, Zuckerberg, e gli altri Super ricchi la stessa cosa: proiettano, indirizzano le energie mentali verso un punto creando incantamento, ipnosi; aggiungendo un’ideazione: compra oppure vendi i tuoi dati personali, la tua immagine, la tua mente oppure la tua anima! Questo è il mantra con cui viene educata la massa degli utenti. Se gli yogi cercano la conoscenza e la Coscienza Suprema, i super ricchi cercano il profitto senza limiti facendo credere ai più stolti che anche loro possono fare lo stesso. E’ il materialismo storico alla rovescia ma è sempre materialismo ed è un limite ideologico; per la precisione è indottrinamento ideologico. Inconsapevolmente le persone vengono indottrinate come quando si andava a catechismo o in moschea a studiare il Corano. Il Dio religioso non si discosta dal Dio Denaro, vengono manipolati sentimenti e propensità mentali di miliardi di persone per ottenerne il massimo profitto. Questo tipo di sfruttamento è denominato Sfruttamento Psico Economico. Il filosofo ed economista Prabhat Ranjan Sarkar, ha coniato questo termine dice: “Lo sfruttamento psico economico è l’ultima forma di sfruttamento capitalistico, pericolosa e divoratrice. Si tratta di un tipo particolare di sfruttamento che prima indebolisce e paralizza psicologicamente le persone in vari modi, per poi sfruttarle economicamente”… “nel caso di sfruttamento psico-economico, le persone si sentono un po’ oppresse perché oppresse dal punto di vista psichico, ma non sono consapevoli che il risultato finale è comunque lo sfruttamento economico”.

Negli scritti di  P. R. Sarkar viene dimostrato che lo sfruttamento intellettuale e lo sfruttamento psicoeconomico rappresentano oggi un grave pericolo per l’intera umanità. Benchè lui sia vissuto prima dell’era digitale denuncia la grave anomalia sociale del controllo dei diversi mass media, come giornali, radio e televisione, nelle mani dei capitalisti che lucrano sulle menti delle masse inconsapevoli dei rischi sociali e dei danni psicologici provocati da questo tipo di sfruttamento.

La lotta a questi nuovi tipi di sfruttamento va generata creando immediatamente un forte sentimento popolare a favore della liberazione dell’intelletto. Gli intellettuali, tutti coloro che hanno a cuore le sorti future di questa società dovranno sostenere le masse nel loro sviluppo attraverso un sentimento di rinnovato umanesimo. Il Neo Umanesimo dev’essere motore per la creazione di movimenti anti-sfruttamento. Questo approccio garantirà lo sradicamento dello sfruttamento, la stabilizzazione della struttura sociale e l’ampliamento dell’orizzonte intellettuale della mente umana. In Europa questo compito è stato delegato, in funzione della stabilità democratica, al servizio radiotelevisivo pubblico. Ora questo strumento, che in Italia è diventato servizio di Stato di bolscevica memoria (tele Maloni) e relegato in un angolo dallo strapotere dei Social Media, non dovrebbe modernizzarsi per dare il suo contributo di pluralismo dell’informazione come sta scritto in Costituzione e nei trattati dell’Unione Europea? Europe Social Network Now!

Note:

da “Il capitalismo in tre sfere” P. R. Sarkar

Alcuni problemi risolti Parte 9 P. R. Sarkar 1981, Calcutta

– Fonte: Autosufficienza economica – Estratto F

Pubblicato in: Il risveglio delle donne [una raccolta] P. R. Sarkar

Versione: Edizione elettronica 9.0.19

Dante Faraoni

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